Troppo tempo è passato dall'ultimo post.
Le cose poi "scadono"
Ma ne cominciano di nuove!
Ecco, ai miei nuovi studenti pensavo di proporre questo animazione del 1981. Non ne fanno più di così belle!
一二三,开始!
Oggi va così. Mi ritrovo dopo un mese circa a navigare nel sito della rivista Inchiesta (https://www.inchiestaonline.it/): una lunga tradizione di articoli importanti sulle società del mondo, un'analisi sempre critica, ma positiva, e che ora è online e accessibile a tutti. Ricordo vent'anni fa quando il direttore, e fondatore, Vittorio Capecchi alla vigilia della pubblicazioe di un mio articolo sulle scuole dei bambini migranti a Pechino, un vero articolo di inchiesta tra i cantieri e le macerie sul confine tra la crescente metropoli e le campagne circostanti, mi disse: "Dimmi dove possiamo regalare abbonamenti alla rivista, luoghi in cui si possano lasciare sui tavoli, a disposizione di tutti, da leggere apertamente. Studenti, professori, impiegati, ..."
La rete ha fatto questo lavoro, oggi, risparmiando anche la carta, e ora si trova solo online. E il buon Capecchi è ancora direttore e scrive sempre cose interessanti. Con convinzione, fuori dalle convenzioni.
Ecco qua un articolo che stavo pensando di scrivere da tempo: Come si può parlare "bene" di Cina, oggi? Perchè noi ne vorremmo parlare bene, siamo affezionati a quella parte di mondo che è un po' nostra. Di più, è un po' noi. Ma è difficile, oggi, parlare bene di Cina. Non perchè non abbiamo niente da dire, anzi, ce ne sarebbe tanto da dire,ma perchè se ne parliamo bene veniamo "accusati" di essere di parte, di non essere oggettivi, di tralasciare le cose - troppo - evidenti, che sono troppo difficili da digerire agli occhi del mondo.
Leggo quindi un articolo scritto da Scarpari, ma che avrei voluto scrivere io, anzi, lo stavo pensando da tempo: "Parlare bene della Cina"
https://www.inchiestaonline.it/osservatorio-internazionale/maurizio-scarpari-parlare-bene-della-cina/?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=copy_link&utm_source=bookmark
Scarpari, autore di un paio di libri che tengo ancora in programma d'esame per i miei studenti, propone una riflessione veloce, qui, che mi sento di condividere, soprattutto nell'ultima parte:
"Questo tuttavia non deve in alcun modo giustificare un’equiparazione tra il popolo cinese e il suo governo autoritario. Un errore che spalancherebbe le porte a un razzismo sinofobico di cui, purtroppo, anche nel discorso pubblico si vedono affiorare diverse tracce."
Queste parole sono premessa e conclusione di qualsiasi mio discorso sulla Cina, e sentirle da un sinologo della generazione precedente alla mia, è confortante. Perchè la sinofobia che colpisce gli amici cinesi, che si trovino in Cina, RPC o in qualche sua propaggine, oppure all'estero, Italia inclusa, colpisce anche noi. Quel "Noi" per il quale quell'insieme di "Io" plurali è molto più grande di una piccola comunità di uguali.
Eccoci qua, dopo un'estate "liberatoria" (forse anche troppo!), ma, almeno per noi, qui nei monti, cauta.
E, d'altra parte, anche positiva, produttiva e piena di natura, amici, famiglia.
Questo blog non diventerà pubblico, ma mi farà piacere avere commenti e ritorni dagli amici a cui è rivolto.
Aggiornamenti: una delle nostre poche calate a valle da qui è stata una presentazione veneziana del libro di Giulia Falcini, di cui al post precedente (OMG: ormai di maggio!), e un'altra, fantastica, per vedere la bellllllissima mostra di Lorenzo Passi. Chi non l'ha vista, è invitato ad andare, anche se con la Cina non ha molto a che fare. Lorenzo per noi vince sempre!
Quanto al libretto sul Covid, tradotto in tempo di record e che molti di voi hanno avuto da me, ha avuto un'accoglienza molto controversa: nel periodo del lockdown è stato giudicato rassicurante nella sua semplicità (quello era lo scopo), e quindi utile, ma, appena si sono aperte le gabbie è diventato oggetto di attacchi (uno solo, in realtà, ma ho sentito solo poche voci amiche in difesa, di cui sono molto grata), in quanto faceva riferimento al "Modello"cinese, e la cosa non piace a una certa parte della sinologia, che però non si capisce che cosa voglia, se non criticare tutti quelli che non sono i loro amici. Tengo a precisare che il "Modello" nel titolo non era presente nell'originale cinese, io non l'avevo tradotto, ma l'ha voluto inserire l'editore italiano per non dare adito a facili opposizioni. E' proprio vero che quando tiri in ballo la Cina, comunque ti muovi, sbagli. Il "contrismo" 反对主义 vige in ogni campo.
Gli interessati di Cina che mi seguono qui possono trovare due articoli che sono usciti questa estate - uno a luglio e uno oggi - di due argomenti diversi: uno sulla traduzione de La Traviata in cinese (un progetto che sto portando ancora avanti con la nostra cara Zheng Xiaoying, la Direttrice d'orchestra più amata del Mondo!!), e uno sul "Modello" (ahi ahi!) di donna nei testi classici Han, a partire da un capitolo del testo di Liu Xiang sulle donne esemplari, del 1 secondo d.C., diventato poi "modello" (ahi ahi 2) per tutti gli Annali dinastici e le Gazzette locali dei secoli a venire, fino agli anni 30 del ventesimo secolo.
La questione dei "modelli" evidentemente mi rincorre, a partire da Lei Feng, mia vecchia passione, fino alla donna Hakka, e tra poco ne uscirà un altro, appunto, sull'utilizzo dei modelli nell'educazione delle donne. Ma questa è un'anticipazione riservata ;)
Un altro aggiornamento, del quale sono molto, molto fiera è l'uscita di un albo del "mio" modello rassicurante: La Pimpa vola in Cina! Un intero albo che Altan ha prodotto con stimoli fotografici e narrativi che gli ho fornito nel giro di qualche mese, periodo durante il quale ho avuto con lui scambi frequenti, mediati dalla sua valida collaboratrice margherita (notare il minuscolo!). Nell'Albo, che potete acquistare in edicola e in libreria, là dove la Pimpa sta, troverete i tulou (anche se lì non ci siamo capiti con lo spelling), i baozi, i draghi, i cani guardiano, e, ancora una volta, la nostra cara Zheng Xiaoying, che dentro a un tulou dirige un'orchestra dei dodici animali dello zodiaco cinese (dove il gatto non c'è, e se leggerete l'albo scoprirete perchè!).
Per oggi è tutto.
Se vi ha fatto piacere leggere queste righe, e vorrete leggere gli articoli di cui vi mando il link e darmi un vostro riscontro (anche critiche, ma non "contriste", e nemmeno "contrite". Restiamo sereni...!) vi stimerò ancora di più di quanto non lo faccia ora!
- Una Revisione della Traduzione de "La Traviata" di Verdi in cinese: Questioni linguistiche e metodologiche DOI Code: 10.1285/i22390359v35p247
Un saluto caro,
stay safe!
Sabrina

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| Il manuale per affrontare il Covid 19 del dott. Zhang. |

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